In un tempo lontano, in una giornata come questa, a Gerusalemme si è visto un grande sventolare di palme all'arrivo di Gesù che entrava trionfalmente in città. Gesù, un uomo che diceva quel che tutti sapevano essere giusto e normale. Una persona cui non mancava il coraggio di dire, finalmente, che zingari e re erano uguali di fronte a Dio e alla legge.
La festa fu di breve durata perchè, poco dopo, alla sua vita fu preferita quella di un malfattore. Non intendo filosofeggiare sul fatto come sa ben fare Le Bon con la sua "Psicologia delle folle" ma invece mi soffermo sulle nostre fragilità e debolezze di cui non teniamo conto a sufficienza. Siamo cristiani noi?, e se sì, di quale tipo?
Che effetto ci può fare, oggi, un giusto che muore orribilmente in croce quando attorno abbiamo ferocie inimmaginabili, guerre, ingiustizie e crudeltà che ci hanno via via addomesticati al peggio? Quale Cristo oggi, in noi, muore un poco di meno?
Oggi, festa delle Palme
s.

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